Università di Pollenzo, Renzo Piano ospite d’onore dell’apertura d’anno

Renzo Piano durante la sua lectio magistralis.

POLLENZO È stato inaugurato questa mattina, venerdì 15 ottobre, l’anno accademico 2021-2022 dell’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo. Ad aprire l’incontro, svoltosi nel quadrilatero interno, è stato il nuovo rettore, Bartolomeo Biolatti, entrato in carica l’1 settembre. Proveniente dall’Università di Torino, dove insegnava nel corso di veterinaria, nel suo discorso ha parlato delle sfide che attendono ricercatori e studenti dell’ateneo pollentino: «Oggi possiamo guardare al futuro con speranza e, dopo due anni, le lezioni torneranno in presenza. Ora il mondo sembra credere alla transizione ecologica, una sfida per la quale dobbiamo fornire alle nuove generazioni di gastronomi le competenze necessarie per la riconversione del settore produttivo. Gli specialisti che qui si formano studiano il cibo in rapporto a storia, chimica, filosofia, agronomia e molto altro. Siamo una piccola comunità scientifica, composta da 3.200 alunni, per il cinquanta per cento stranieri provenienti da 95 nazioni. Attiveremo quest’anno un nuovo dottorato, in collaborazione con l’Università di Torino, per lo studio delle culture e dei cibi del mondo. Abbiamo in progetto la creazione di nuove lauree triennali e magistrali che abbiano l’obiettivo di creare un nuovo umanesimo, incentrato su concetti come l’economia circolare e la sostenibilità».

Renzo Piano durante la sua lectio magistralis.

Molti gli spunti lanciati dall’architetto e senatore a vita Renzo Piano a studenti, docenti e autorità presenti all’inaugurazione dell’anno accademico. Il titolo della lectio («Ben poco magistralis» a detta sua) è stato “Come vengono le idee”. «Provate a pensare a qual è stata la vostra prima idea, fatevelo raccontare da chi vi ha visti crescere. Io avevo dieci anni e stavo cercando di costruire un modellino. A un certo punto mio fratello si avvicinò e, semplicemente, mi disse “bravo”. È stato un momento per me molto importante, si aprì un mondo» ha spiegato. L’attenzione dell’architetto si è rivolta, in maniera particolare, al fatto che «sia necessario esporre le proprie idee, senza timore di dire scemenze. Se ogni tanto, specialmente all’inizio, può succedere, in seguito si migliora. E un’idea non è mai stupida, qualcosa di buono c’è sempre e qualcuno che la possa migliorare si trova».

In conclusione, Carlin Petrini, presidente dell’ateneo, ha concluso con un auspicio: «Oggi è nuvoloso ma non piove, forse più tardi sorgerà il sole. Il clima di oggi p essere la metafora di quello che sarà l’anno accademico appena iniziato, un riassestamento generale dopo il buio della pandemia».

Piano: «Ricerca del cibo e costruzione di ripari, le prime attività svolte dall’uomo»

Biolatti (rettore Unisg): «In progetto abbiamo l’istituzione di nuovi corsi di studio»

Petrini: «Grande soddisfazione ospitare Renzo Piano»

Davide Barile