Fungicidi, insetticidi, diserbanti, sono dannosi per molteplici organismi

SALUTE Quali sono i danni alla salute che una situazione di contaminazione o di scarsa biodiversità possono portare agli esseri umani? Sebbene lo studio condotto da Arpa e Ispra non si prefigga di valutare i danni alla salute dell’uomo, «si possono fare valutazioni ecotossicologiche su un ampio spettro di organismi, tra cui anche i mammiferi», spiega il tecnico di Arpa Piemonte Enrico Rivella, che prosegue: «I vigneti esaminati si caratterizzano per il largo impiego di fungicidi, che possono rappresentare una minaccia per gli organismi del suolo (il più diffuso, il boscalid, è persistente nel terreno e può causare alterazioni delle comunità batteriche sia a breve che a lungo termine), ma alcuni di essi hanno un pessimo profilo anche nei confronti di altri organismi».

La maggior parte dei fungicidi infatti non è altamente tossica, ma si registra un notevole aumento della tossicità a causa degli effetti interattivi con altri fitosanitari. Nello studio di cui trattiamo si valutano le ricadute di alcuni prodotti, che pongono problemi, come il chlorpyrifos, insetticida rilevato spesso nelle morie delle api, il cui uso è stato abolito nell’Unione europea a partire dal 16 aprile 2020 per gli effetti tossici sulla salute umana, sulle api e sugli organismi acquatici.

«Tra le sostanze che risultano maggiormente problematiche si segnala il dimetomorph, utilizzato da solo o in miscela con altri prodotti ad azione fungicida: ha un’azione endocrina ed è ritenuto pericoloso e persistente per l’ambiente acquatico», spiega ancora Rivella. Prosegue il tecnico Arpa: «Altre sostanze attive ad azione fungicida, ma molto tossiche per gli organismi acquatici, con effetti di lunga durata, sono lo spiroxamine e anche il tebuconazolo, da iscrivere nell’elenco delle sostanze candidate alla sostituzione, in quanto soddisfa i criteri per essere considerato persistente e dannoso.

Tra i diserbanti si segnala nei vigneti convenzionali oggetto di studio il largo uso di glifosate, che presenta un profilo non favorevole, inibendo il complesso enzimatico importante per molte specie diverse di organismi».

Queste molecole potrebbero essere altamente dannose anche per l’organismo umano. Infatti, l’esposizione dei mammiferi al glifosate prima del concepimento della prole è stata associata a rischi elevati di aborti tardivi. Sono noti e ben dimostrati pure gli effetti di alterazione e distruzione di gran parte della flora microbica intestinale da parte del glifosate su diversi organismi quali api, bovini e suini. Sono, inoltre, stati dimostrati effetti avversi sugli apparati riproduttivi di diversi organismi; provoca malformazioni congenite, soprattutto cardiache, negli anfibi e risulta tossico per i chirotteri. Molti di questi effetti si verificano anche con l’esposizione a basse dosi: il metabolita che si genera nella degradazione nel terreno è sospetto mutageno e interferente per il sistema endocrino.

m.v

INCHIESTA: AMBIENTE E BIODIVERSITA’ (2)