La Tanaria, un’idea che parte da Ceva per riscoprire il fiume e la sua anima

TANARO TESORO DA SALVARE Si tratta di un movimento che ha nel Tanaro le sue radici, ma che mira ad andare oltre: rappresentare l’intero territorio lambito dalle sue acque e di conseguenza le comunità che lo vivono, in tutte le loro espressioni. È l’associazione Amici della Tanaria, nata a Ceva nel 2011, per poi costituirsi formalmente nel 2016. A idearla è stato il cebano Pietro Contegiacomo, che oggi ne è presidente: «Tutto è partito dall’associazione di Ceva Amici del fiume, che negli ultimi decenni ha condotto lotte importanti per la salvaguardia del Tanaro. A partire dal loro contributo, ho pensato di ampliare il discorso, cercando un modo per rappresentare il territorio attraversato dal fiume, dalla sorgente nelle Alpi liguri al punto in cui sfocia nel Po: oltre alle differenze naturalistiche e a un’incredibile biodiversità, chilometro dopo chilometro s’incontrano tradizioni, culture, prodotti agricoli, espressioni artistiche e dialetti diversi. Dopo aver visto un documentario sull’argomento, ho preso in prestito il concetto di Tanaria: una boutade che non ha nulla di politico, ma che è risultata efficace per riassumere la realtà del Tanaro, in modo da renderla identificabile».

Così è nato il progetto Tanaria Liberamente, che ha trovato l’appoggio dell’Unione dell’alta Valle Tanaro e dell’Unione montana Valli Mongia e Cevetta, Langa cebana e alta Valle Bormida, proponendosi come un unico contenitore di molteplici iniziative.
Contegiacomo: «Abbiamo obiettivi ambiziosi, che in parte si sono già concretizzati e in parte sono in fase di sviluppo, ma hanno riscontrato parecchio interesse. Ad oggi il nostro fiore all’occhiello è il progetto della Grantanaria, un tour cicloturistico ad anello che parte e torna ad Alessandria, passando anche per Alba. L’idea è di creare una ciclovia permanente, che si snodi principalmente su strade a bassa percorrenza. Siamo in una fase di progettazione molto avanzata ed è giunta alla terza edizione la Grantanarando, una passeggiata in bicicletta lungo il percorso che abbiamo pensato di proporre, in modo da sostenere al meglio l’iniziativa».

Tanaro, tesoro da salvare

Ma c’è anche altro in cantiere, come la ricerca e la promozione di prodotti agricoli e alimentari del territorio, oltre all’organizzazione di convegni e di eventi culturali sul tema. In altre parole, una riscoperta e una valorizzazione di tutto ciò che può offrire l’area fluviale: «Dal momento che è sempre più apprezzato il turismo esperienziale, ci piacerebbe essere riconoscibili in modo univoco da chi arriva sul nostro territorio, grazie alla riscoperta di realtà non omologate e più di nicchia».
Ma al di là di tutto questo, il fulcro del progetto rimane il fiume, vale a dire «una ricchezza per la nostra area, di cui però si parla unicamente in caso di alluvione: il Tanaro non deve essere visto come un nemico, ma come un corso d’acqua da vivere e da tutelare», conclude il cebano eclettico Pietro Contegiacomo.

f.p.