C’è chi intende recuperare il legame con la natura e molti assicurano di volere dedicare attenzioni e molto più tempo alla propria famiglia

EMERGENZA/5 Se il morale e soprattutto l’immaginazione tendono a dipingere un futuro assai poco sereno, tentiamo di comprendere attraverso il nostro questionario come la società in cui viviamo si stia attrezzando per affrontare gli ostacoli facilmente prevedibili. «Su quale delle seguenti aree pensi d’investire maggiori energie dopo l’emergenza sanitaria, rispetto a quanto facevi prima?», chiediamo. Il 18% risponde che si concentrerà sul lavoro, confermando i risultati delle domande precedenti, che vedevano la grande parte delle preoccupazioni delle persone gravitare attorno a parametridi natura economica.

Eppure, a sorpresa, il 17% del nostro campione dice che nel prossimo futuro, per affrontare i «tempi bui» presunti, si concentrerà nel migliorare il proprio rapporto con la natura. L’esigenza di recuperare radici antiche e stili di vita più salubri sembra imporsi, dopo la lunghissima quarantena sanitaria. Il 29%, vale a dire la maggioranza, dice che dedicherà cure e tempo in particolare anche alla famiglia, mentre il 10% intende incrementare il proprio investimento su sport e attività fisica. Solo il 7% afferma che coltiverà il riposo e lo svago e l’11% il contatto con le persone, gli amici, i conoscenti eccetera.

Le relazioni umane non sembrano essere un valido antidoto alla sofferenza in uno scenario in cui la dimensione privata predomina. Infatti, alla domanda: «Quanto sovente pensi ai risvolti che le tue azioni hanno sugli altri, in maniera indiretta?», il 30% risponde «Quasi mai» e il 25 «Una volta al giorno», mentre il 37% riferisce «Molto spesso». Se questi dati vadano interpretati in modo ottimistico o pessimistico per il futuro della società, sembra ancora presto per deciderlo.

r.a.

INCHIESTA: LA TEMPESTA CI MIGLIORA?